Erice By Blunda Group

Luoghi
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Sulle pendici dell’omonimo monte si erge come un gigante il borgo medievale di Erice. Considerato uno dei Borghi Antichi più belli d’Italia, deve la sua fama non solo alla sua storia millenaria, ma anche alla posizione elevata del suo centro storico grazie al quale si può godere di un panorama da molti considerato il più bello della Sicilia occidentale. In giornate particolarmente chiare si possono scorgere all’orizzonte l’isola di Ustica, di Pantelleria ed in rari casi addirittura le coste della Tunisia.

La cittadina deve il suo nome ad un personaggio della mitologia greca, Erix, figlio di Afrodite e di Bute, anche se per secoli (dal 1160 al 1934) era conosciuta come Monte San Giuliano

Erice fu fondata dagli esuli di Troia che qui trovarono facile insediamento e, unendosi con la gente del posto, diedero vita al popolo degli Elimi. Sia i Siracusani che i Cartaginesi provarono ad espugnarla fino alla definitiva conquista da parte dei Romani durante la metà del III secolo A.C.

Insieme a Segesta, Erice era considerata la città più importante dell’epoca in quanto in quei luoghi non solo risiedevano le principali autorità religiose ma era anche il centro economico dell’intera area.

Durante la prima guerra punica la città fu fortificata per evitare incursioni e parte della popolazione civile andò a fondare Drepanon, adesso conosciuta come Trapani.

Durante la dominazione araba (a partire dall’830) quella zona fu rinominata Gebel-Hamed. Ad ogni modo non ci sono testimonianze di insediamenti durante quel periodo. Si pensa quindi possa essere stata abbandonata fino all’avvento dei Normanni i quali gli donano una nuova vita con la realizzazione di nuovi edifici sia civili che religiosi. La storia ci racconta che grazie alle concessioni ottenute utilizzando un documento falsificato che portava la firma di Federico II, la zona divenne una della maggiori città demaniali estendendosi da Erice fino oltre Trapani e ad est fino a Castellammare del Golfo e San Vito lo Capo.

Ma la sua vera rinascita si compie durante la Guerra del Vespro nel XIII secolo quando il re Federico d’Aragona utilizzò Erice per farne base logistica e operativa. A questo periodo si devono molte delle costruzioni ancora oggi presenti e che conferiscono al Borgo quel profumo medievale. I principali luoghi da visitare sono:

  • Mura ciclopiche del VIII/VII secolo a.C.
  • Castello normanno di Venere del XII sec, costruito sui resti del tempio romano
  • Castello, torri e giardino del Balio del XIII sec
  • Castello Pepoli (XIX sec.)
  • Quartiere spagnolo
  • Polo museale "Antonio Cordici"
  • Biblioteca comunale "Vito Carvini"
  • Duomo dell'Assunta (Matrice o Chiesa Madre)
  • Chiesa di San Pietro che adesso è la sede del centro Ettore Majorana
  • Chiesa di San Giovanni Battista
  • Convento e chiesa di San Francesco d'Assisi

A partire dal 1934 il “Monte San Giuliano” con la sua piccola cittadina si riappropria del suo antico nome, “Erice”. 

Negli anni Erice è riuscita a organizzare alcuni eventi ormai diventati storici che attirano appassionati, curiosi e turisti da tutto il mondo. Solo per citare i più importanti, la suggestiva processione dei “Misteri”, che da più di 500 anni racconta la Passione di Cristo; la cronoscalata automobilistica dove dal 1957 piloti internazionali si sfidano tra le curve ed i tornanti nella strada che da Valderice porta su fino alla vetta dell’antico Borgo di Erice. Il tutto incorniciato da un panorama da mille e una notte; Erice è da molti definita la “Città della Scienza”. Questo appellativo si deve certamente al Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana che grazie al suo fondatore, lo scienziato di fama internazionale Antonino Zichichi, attrae migliaia di studiosi e scienziati da tutto il mondo ed in tutti i settori: dalla chimica alla storia, dalla medicina all’astronomia ecc.

Oltre che per la scienza, Erice è molto apprezzata anche per l’artigianato, soprattutto ceramiche e tappeti, e per i suoi prodotti tipici che richiamano e ricordano le culture che in più di 2000 anni di storia si sono susseguite. Dai “Bocconcini di Erice” al “Genovese alla crema” ai “Mustaccioli”, antichi biscotti fatti in un ex convento di clausura.

Inaugurata nel 2005, la funivia che collega Trapani a Erice è un obbligo per chi vuole avere qualcosa da raccontare al ritorno dal proprio viaggio. Per 10 minuti circa sarete circondati da un paesaggio mozzafiato che diventa via via più incantevole all’aumentare dell’altitudine. Un consiglio personale è salire durante il tramonto: il sole color porpora che riflette i suoi ultimi raggi sulle bianche saline di Trapani sono un panorama che lascia senza parole, esperienza unica che ricorderete a vita!

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